" Over the mountain watching the watcher "
lunedì 16 febbraio 2009
Set The Controls For The Heart Of Sun - Pink Floyd
venerdì 2 gennaio 2009
Ciaspolata a PUNTA 3 CROCI - Bardonecchia (TO) - ITALIA
Data escursione: 02 Gennaio 2009
Quota partenza (m.): 1200
Quota vetta (m.): 2117
Dislivello complessivo (m.): 950
Durata salita: 3h
Difficoltà: BR (scala difficoltà)
Esposizione: Est
Località partenza: Bardonecchia Borgo Vecchio (Bardonecchia(To) - Piemonte)
Partecipanti: Io, Mauro, Emanuele
Questa è una gita classica anche in estate, per chi soggiorna a Bardonecchia. Si svolge praticamente tutta sulla strada carrabile sterrata che parte dal Ponte sul torrente Rho e sale fino in cima.
Fatta in questa stagione con le ciaspole e con l'abbondante nevicata di quest'anno si rivela una bellissima gita. Abbastanza impegnativa non tanto per la difficoltà quanto per il dislivello di quasi 1000metri e di conseguenza per il tempo impiegato.
Salendo i più atletici possono tranquillamente tagliare i vari tornati ed eventualmenti in alcuni tratti fare dei traversi per i prati innevati.

Una volta giunti in cima dopo circa 2h30' / 3h alla base appunto delle Tre Croci di ferro (visibili anche da Bardonecchia) si gode uno splendido panorama su tutta la conca di Bardonecchia e sul Melezet, nonchè sul forte del Bramafam.

Il panorama può spaziare a vedere tutte le cime più importanti della vallata quali la Punta 4 Sorelle (che si trova sul proseguimento del sentiero), lo Jaffreau, il Colomion, la Punta del Mezzodi ed anche la Guglia Rossa.

Dopo esserci riposati un pò ed aver goduto del panorama è iniziato il bello della gita ovvero la discesa che con le ciaspole si può tranquillamente fare correndo in discesa nei boschi a nord, verso il vallone della Rho evitando così la noisa strada di salita ed affrontando tutta la discesa con la neve fresca che ti arriva fin sopra le ginocchia.

Dopo 1h di discesa siamo nuovamente a Borgo Vecchi dove, dopo esserci tolti le ciaspole, ci godiamo una meritata cioccolata calda nel bar dietro la chiesa di S.Ippolito.
Quota partenza (m.): 1200
Quota vetta (m.): 2117
Dislivello complessivo (m.): 950
Durata salita: 3h
Difficoltà: BR (scala difficoltà)
Esposizione: Est
Località partenza: Bardonecchia Borgo Vecchio (Bardonecchia(To) - Piemonte)
Partecipanti: Io, Mauro, Emanuele
Questa è una gita classica anche in estate, per chi soggiorna a Bardonecchia. Si svolge praticamente tutta sulla strada carrabile sterrata che parte dal Ponte sul torrente Rho e sale fino in cima.
Fatta in questa stagione con le ciaspole e con l'abbondante nevicata di quest'anno si rivela una bellissima gita. Abbastanza impegnativa non tanto per la difficoltà quanto per il dislivello di quasi 1000metri e di conseguenza per il tempo impiegato.
Salendo i più atletici possono tranquillamente tagliare i vari tornati ed eventualmenti in alcuni tratti fare dei traversi per i prati innevati.
Una volta giunti in cima dopo circa 2h30' / 3h alla base appunto delle Tre Croci di ferro (visibili anche da Bardonecchia) si gode uno splendido panorama su tutta la conca di Bardonecchia e sul Melezet, nonchè sul forte del Bramafam.
Il panorama può spaziare a vedere tutte le cime più importanti della vallata quali la Punta 4 Sorelle (che si trova sul proseguimento del sentiero), lo Jaffreau, il Colomion, la Punta del Mezzodi ed anche la Guglia Rossa.
Dopo esserci riposati un pò ed aver goduto del panorama è iniziato il bello della gita ovvero la discesa che con le ciaspole si può tranquillamente fare correndo in discesa nei boschi a nord, verso il vallone della Rho evitando così la noisa strada di salita ed affrontando tutta la discesa con la neve fresca che ti arriva fin sopra le ginocchia.
Dopo 1h di discesa siamo nuovamente a Borgo Vecchi dove, dopo esserci tolti le ciaspole, ci godiamo una meritata cioccolata calda nel bar dietro la chiesa di S.Ippolito.
martedì 30 dicembre 2008
Ciaspolata a CAPANNA MAUTINO - Cesana Torinese (TO) - ITALIA
Data escursione: 30 Dicembre 2008
Quota partenza (m.): 1440
Quota vetta (m.): 2140
Dislivello complessivo (m.): 700
Durata salita: 3h
Difficoltà: MR (scala difficoltà)
Esposizione: Nord
Località partenza: Busson (Cesana Torinese(To) - Piemonte)
Partecipanti: Io e Silvia, Michele e Nicoletta, Adele, la guida Piero
Questa è una gita molto facile perchè si snoda sulla strada sterrata che salendo da Busson in direzione lago Nero arriva alla Capanna Mautino. Si può percorrere tutta la strada sulla traccia battuta dal "gatto".Volendo invece renderla un pò più impegnativa si possono effettuare vari tagli tra i boschi e i prati ho sulle tracce di altri "ciaspolatori" come abbiamo fatto noi per il primo tratto o addirittura decidere di fare una traccia nuova come abbiamo fatto nell'ultimo tratto quando eravamo in prossimità del rifugio.

P.S. La sua facilità la rende molto fattibile in giornate di maltempo (come la nostra) oppure anche in notturna.

Salire quindi da Busson in direzione Lago Nero seguendo in parte la strada. Quindi giunti al Lago Nero piegare a dx risalendo il versante per giungere in breve al pianoro prospicente la capanna.
Quota partenza (m.): 1440
Quota vetta (m.): 2140
Dislivello complessivo (m.): 700
Durata salita: 3h
Difficoltà: MR (scala difficoltà)
Esposizione: Nord
Località partenza: Busson (Cesana Torinese(To) - Piemonte)
Partecipanti: Io e Silvia, Michele e Nicoletta, Adele, la guida Piero
Questa è una gita molto facile perchè si snoda sulla strada sterrata che salendo da Busson in direzione lago Nero arriva alla Capanna Mautino. Si può percorrere tutta la strada sulla traccia battuta dal "gatto".Volendo invece renderla un pò più impegnativa si possono effettuare vari tagli tra i boschi e i prati ho sulle tracce di altri "ciaspolatori" come abbiamo fatto noi per il primo tratto o addirittura decidere di fare una traccia nuova come abbiamo fatto nell'ultimo tratto quando eravamo in prossimità del rifugio.
P.S. La sua facilità la rende molto fattibile in giornate di maltempo (come la nostra) oppure anche in notturna.
Salire quindi da Busson in direzione Lago Nero seguendo in parte la strada. Quindi giunti al Lago Nero piegare a dx risalendo il versante per giungere in breve al pianoro prospicente la capanna.
Discesa lungo itinerario di salita.
Nota sul rifugio: Il rifugio ha da poco cambiato gestione ed il nuovo gestore Marco Ferraris ci ha "ospitato" davvero bene. Ottima e abbondante la sua cucina, squisite le torte, gentilissimi e cordiali lui e i suoi collaboratori.
Sarà la ciliegina sulla torta di ogni buona uscita in zona e lo consiglio a tutti. www.capannamautino.it
Sarà la ciliegina sulla torta di ogni buona uscita in zona e lo consiglio a tutti. www.capannamautino.it
domenica 16 novembre 2008
Money - Pink Floyd
" New car, caviar, four star daydream
Think I'll by me a football team "
domenica 26 ottobre 2008
Trekking - GUGLIA ROSSA (Aguille Rouge) - Bardonecchia (TO) - ITALIA
Data escursione: 26 Ottobre 2008
Quota partenza (m.): 1750
Quota vetta (m.): 2545
Dislivello complessivo (m.): 795
Durata salita: 2h
Difficoltà: E
Esposizione: Ovest
Località partenza: Colle della Scala - Melezet (Bardonecchia(To) - Piemonte)
Partecipanti: Io e Silvia, Gianluca e Laura, Maggie "minilepre"
Questa è l'ultima gita di trekking prima delle abbondanti nevicate, che ci siamo potuti godere quest'anno e non poteva essere una giornata migliore. Tempo stupendo, cielo terso ed una discreta temperatura a dispetto del periodo e della quota.
Siamo riusciti a coinvolgere in questa uscita i due nostri amici novaresi con il loro splendido cane. Anche loro amanti della montagna e nuovi a questa zona. Sono rimasti affascinati dal paesaggio e dalla impagabile vista che si gode dalla vetta.
Decidiamo di partire dal Colle della Scala (ovvero la via francese) anzichè dalla classica partenza italiana dai rifugi di Valle Stretta. Il sentiero da questa parte è più diretto ma sinceramente lo trovo meno noiso perchè evita il lungo traverso che altrimenti si è obbligati a fare una vola arrivati al lago di Thures per andare a prendere il sentiero che sale in vetta (quello che appunto noi prendiamo dall'inizio)
Cominciamo a camminare verso le 10.00 per evitare il freddo della mattina anche visto e considerato che contiamo di essere in cima in 2h. Per il primo tratto il sentiero si inerpica con ripidi tornati all'interno di un bel bosco di larici per poi sbucare sulle prime praterie da cui già si staglia all'orizzonte le vetta della Guglia Rossa con la sua classica forma a piramide dal particolare colore rossastro.
Poco più avanti giungiamo al colle ed abbiamo un colpo d'occhio unico sui due laghi, il Lac de Chavillon (o di Thures)più in basso e quello di Bellety più in alto.
Da qui siamo ai piedi della piramide finale. Dopo una breve sosta perun sorso d'acqua ripartiamo per l'ultima mezz'ora che ci porterà in cima. Il sentiero è abbastanza ripido, costante e molla solo nei tornati che vanno via via stringendosi mano a mano che ci si avvicina alla cima. Si procede su terreno detritico e soprattutto verso la cima bisogna fare un pò attenzione ai sassi instabili sui quali a volte ci si trova a camminare.

Giunti in cima ci si apre un panorama spettacolare. Il cielo terso e la temperatura tiepida per la stagione ci regalano una vista impagabile su tutta la Valle Stretta, i Serous che appaiono come un immenso e severo castello di pietra posto a sbarramento della vallata e sulla sfondo il Monte Thabor 3178m (omonimo del celebre monte situato in Terra Santa) con la sua classica foma a cranio e con la chiesetta, ricostruita nel 1648 sulle rovine di una costruzione molto precedente. La notevole presenza di accumoli detritici assume dei toni tipicamente dolomitici.

Girando lo sguardo possiamo vedere le tre vette dei Re Magi, le Quattro Sorelle con il Poggio Tre Croci, lo Jaffreau, più in fondo alla Valle di Susa il Rocciamelone e guardando verso la Francia i ghiacciai del Massif des Ecrins.
Facciamo alcune foto, una firma al piccolo diario posto ai piedi della nuova e ben più imponete croce installata a settembre e siamo pronti a ridiscendere.

Giunti nuovamente al colle ci godiamo una meritata sosta godendoci il panorama, l'aria fine e il caldo sole. Ci rempiamo gli occhi e il cuore di queste bellezze che ci terranno compagnia nelle grigie giornate cittadine.
Quota partenza (m.): 1750
Quota vetta (m.): 2545
Dislivello complessivo (m.): 795
Durata salita: 2h
Difficoltà: E
Esposizione: Ovest
Località partenza: Colle della Scala - Melezet (Bardonecchia(To) - Piemonte)
Partecipanti: Io e Silvia, Gianluca e Laura, Maggie "minilepre"
Questa è l'ultima gita di trekking prima delle abbondanti nevicate, che ci siamo potuti godere quest'anno e non poteva essere una giornata migliore. Tempo stupendo, cielo terso ed una discreta temperatura a dispetto del periodo e della quota.
Siamo riusciti a coinvolgere in questa uscita i due nostri amici novaresi con il loro splendido cane. Anche loro amanti della montagna e nuovi a questa zona. Sono rimasti affascinati dal paesaggio e dalla impagabile vista che si gode dalla vetta.
Decidiamo di partire dal Colle della Scala (ovvero la via francese) anzichè dalla classica partenza italiana dai rifugi di Valle Stretta. Il sentiero da questa parte è più diretto ma sinceramente lo trovo meno noiso perchè evita il lungo traverso che altrimenti si è obbligati a fare una vola arrivati al lago di Thures per andare a prendere il sentiero che sale in vetta (quello che appunto noi prendiamo dall'inizio)
Cominciamo a camminare verso le 10.00 per evitare il freddo della mattina anche visto e considerato che contiamo di essere in cima in 2h. Per il primo tratto il sentiero si inerpica con ripidi tornati all'interno di un bel bosco di larici per poi sbucare sulle prime praterie da cui già si staglia all'orizzonte le vetta della Guglia Rossa con la sua classica forma a piramide dal particolare colore rossastro.
Poco più avanti giungiamo al colle ed abbiamo un colpo d'occhio unico sui due laghi, il Lac de Chavillon (o di Thures)più in basso e quello di Bellety più in alto.
Da qui siamo ai piedi della piramide finale. Dopo una breve sosta perun sorso d'acqua ripartiamo per l'ultima mezz'ora che ci porterà in cima. Il sentiero è abbastanza ripido, costante e molla solo nei tornati che vanno via via stringendosi mano a mano che ci si avvicina alla cima. Si procede su terreno detritico e soprattutto verso la cima bisogna fare un pò attenzione ai sassi instabili sui quali a volte ci si trova a camminare.
Giunti in cima ci si apre un panorama spettacolare. Il cielo terso e la temperatura tiepida per la stagione ci regalano una vista impagabile su tutta la Valle Stretta, i Serous che appaiono come un immenso e severo castello di pietra posto a sbarramento della vallata e sulla sfondo il Monte Thabor 3178m (omonimo del celebre monte situato in Terra Santa) con la sua classica foma a cranio e con la chiesetta, ricostruita nel 1648 sulle rovine di una costruzione molto precedente. La notevole presenza di accumoli detritici assume dei toni tipicamente dolomitici.
Girando lo sguardo possiamo vedere le tre vette dei Re Magi, le Quattro Sorelle con il Poggio Tre Croci, lo Jaffreau, più in fondo alla Valle di Susa il Rocciamelone e guardando verso la Francia i ghiacciai del Massif des Ecrins.
Facciamo alcune foto, una firma al piccolo diario posto ai piedi della nuova e ben più imponete croce installata a settembre e siamo pronti a ridiscendere.
Giunti nuovamente al colle ci godiamo una meritata sosta godendoci il panorama, l'aria fine e il caldo sole. Ci rempiamo gli occhi e il cuore di queste bellezze che ci terranno compagnia nelle grigie giornate cittadine.
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