"Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso" - Walter Bonatti

martedì 3 novembre 2009



" Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare,
ma per noi che sappiamo,
anche la brezza è preziosa"

(R.M.Rilke)



domenica 1 novembre 2009

Trekking ad Anello San Rocco di Camogli - San Fruttuoso - San Rocco

Data escursione: 18 Novembre 2009
Quota partenza (m.): 245
Quota massima (m.): 275
Quota arrivo (m.): 0
Distanza complessiva (Km.): 6.0
Durata trekking: 2,45h di trekking (da San Rocco a San Fruttuoso)
(aggiungere i tempi per visita all'Abbazia e alla Torre)
0,30h di battello (da San Fruttuoso a Punta Chiappa)
0,45h di trekking (da Punta Chiappa a San Rocco)
Difficoltà: EE
Località partenza: San Rocco di Camogli (Camogli (AO) - Liguria)
Partecipanti: Io & Silvia, Massimo & Elena

Questa domenica abbiamo deciso di fare un trekking un pò speciale.
Speciale perchè è sicuramente assimilabile ad un trekking in montagna ma si svolge al mare. Ad una quota compresa tra gli 0 e i 280 metri è decisamente inusuale per chi va in montagna, ma altrettanto faticoso, selvaggio, impegnativo e decisamente entusiasmante. Se non fosse altro per l'inusuale panorama di strapiombi sul mare.


Questo è uno degli itinerari più affascinati del Parco di Portofino perchè per quasi la sua totalità è panoramico a 180° sul mare e sulla costa. Ha dei passaggi a picco sul mare attrezzati con catene che lo rendono decisamente elettrizzante.
Proprio per questo motivo il sentiero è segnalato come EE (Escursionisti Esperti) che per chi è abituato ad andare per monti non è un problema mentre è sconsigliabile a chi ha poca dimestichezza con i sentieri esposti o ha problemi di vertigini.

Usciti dall'autostrada a Recco, seguiamo per Camogli e poi salendo in direzione Livorno, giriamo a destra verso San Rocco di Camogli.
Lasciata l'auto nel parcheggio (a pagamento!!!!) prima del borgo di San Rocco, si procede all'interno del paese e dal sagrato della chiesa, con affaccio sul mare, inizia il sentiero.

Dapprima vi tratta di un vero e proprio viottolo con tanto di ringhiera che ci porta ad attraversare le caratteristiche località di Poggio e Mortola con i suoi "troumpe l'oil" poi diventa effettivamente sentiero e si addentra nella vegetazione ricca di lecci e carpini neri e soprattutto in questo periodo di Corbezzoli con i suoi frutti rossi in maturazione.


In breve ci si apre il panorama a 180° sul mare e la costa. Sotto di noi si vede benissimo la sottile lingua rocciosa di Punta Chiappa con le sue acque cristalline che permettono anche da quassù di notare le variazioni di colori del fondale. Dalle zone di massi caduti dal pendio alle zone sabbiose maculate dalle scure praterie di posidonia.

Si arriva poi alla località Fornelli o denominata anche Batterie per la presenza delle batterie antiaerei con annessi bunker e costruzioni, della seconda guerra mondiale.
Da qui il sentiero scende dolcemente verso Punta Budego fino ad arrivare al famoso Passo del Bacio.


Questo è il punto estremamente esposto ma attrezzato con catene che ne rendono sicuro e affascinante il passaggio.
Si procede ancora su sentiero fino ad arrivare nuovamente ad un punto decisamente esposto a quota 136m, per poi procedere in discesa su sentiero fino a quasi 70m sul livello del mare.


Da qui comincia la ripida e faticosa salita fino alla Costa del Termine. Si sale di solo 200 metri ma in pochssimo tempo e anche se siamo già al 1° di novembre il caldo si fa sentire nonostante il sentiero risale un valloncino umido e parzialmente ombreggiato.

Da qui è tutta discesa fino alla spiaggetta di San Fruttuoso. Fortunatamente la giornata è assolata e ci ha permesso di stare in pantaloncini e maniche corte.
Ci sdraiamo in spiaggia a riposarci, fare uno spuntino e godere dello spettacolo di questa bellissima insenatura.
Volendo ci sono almeno tre ristorantini e bar dove poter mangiare.


La spiaggia e la relativa Abbazia con il piccolo borgo, sono letteralmente incastrati tra le ripide partei delle montagne e il mare.
Dopo esserci rilassati il tempo comincia a peggiorare il sole va a nascondersi dietro ad una densa foschia. Ci soffermiamo ancora una mezz'oretta per la visita immancabile dell'Abbazia ora di proprietà del Fondo Ambientale Italiano e siamo pronti per il rientro che faremo con il battello.

Il battello impiegherà circa una mezzoretta e ci permette di vedere, anche se a stento, il sentiero che abbiamo percorso che risulta perfettamente mimetizzato nella selvaggia costa del promontorio.

Da qui ci sono due possibilità di chiudere l'anello su San Rocco.
La prima prevede lo sbarco a Punta Chiappa dove con un sentiero facile e scalinato in circa mezz'ora si sale fino al borgo.
La seconda invece prevede di sbarcare a Camogli per una visità del caratteristico e animatissimo paese e perchè no per una degustazione della tipica Focaccia e rientrare a San Rocco con il pullman urbano che parte di fronte alla stazione ferroviaria.

Anche oggi abbiamo fatto una bella gita, decisamente diversa dagli ambienti soliti ma allo stesso tempo particolarmente affascinate e che permette di abbinare un pò di attività all'aria aperta e un pò di cultura.

Potete trovare ulteriori informazioni sul sito del Parco di Portofino.

Buone montagne (e stavolta anche mare) a tutti

lunedì 26 ottobre 2009

Walter Nones - Emozioni ad alta quota



domenica 25 ottobre 2009

WALTER NONES - Dedica personale...


" A Luca, che i sogni un giorno diventino realtà"
Walter Nones



sabato 24 ottobre 2009

ALPI 365° Montagna Expo 2009 - Torino


"Salone biennale, all'interno del progetto triennale (2007-2009) della Regione Piemonte che pone al centro dell'attenzione del pubblico la montagna e le sue risorse. Un evento fuori dal comune, dal 23 al 25 ottobre 2009 presso il Lingotto Fiere, per far scoprire a visitatori e operatori le opportunità che la montagna offre.
La seconda edizione della manifestazione si impernia intorno a cinque temi centrali: Turismo, Vivibilità, Economia, Sport e Cultura e ha come riferimento geografico principale lo spazio definito dal territorio dell'Euroregione Alpi Mediterraneo. La manifestazione rappresenta un eccezionale momento di confronto a disposizione di tutti, con un programma ricco di appuntamenti ed eventi, rivolti a turisti del fine settimana e/o di lungo periodo, a sportivi e appassionati, agli studenti e più in generale alla famiglia, a cui offre un fine settimana all'insegna dell'"aria di montagna", ma anche agli operatori economici e alle piccole aziende montane."
Questa è la presentazione ufficiale dell'expo tratta dal siro www.alpi365.it
SInceramente il salone è risultato decisamente povero e scarso si espositori soprattutto per quanto riguarda le valli Olimpiche. Per una città come Torino circondata a 180° da montagne e sede dei giochi invernali del 2006 sinceramente mi sarei aspettato molto di più.

Sono stato molto contento invece dell'accoglienza fatta dalle guide alpine del Cai che davano la possibilità di provare la palestra di arrampicata. Dopo tutte le ferrate fatte mi è piaciuto decisamente arrampicare in libera e l'esperienza è stata decisamente entusiasmante anche se la parete era bassa e non avevo l'abbigliamento adatto. Le mie scarpe scivolavano come sul ghiaccio e le mani sudate per l'emozione di certo non mi aiutavano.

Bello e ricco invece il calendario di appuntamenti, soprattutto con i protagonisti dell'alpinismo ed è stato veramente interessante potervi partecipare.


In particolare io ho voluto visitare il salone sabato 24 per assistere alla conferenza di Walter Nones che ha raccontato è mostrato il filmato "vero" di ciò che accadde nella spedizione sul Nanga Parabat del Luglio 2008. La spedizione era composta da Walter Nones, Simon Kehrer e Karl Unterkircher che purtroppo perse la vita scivolando in un crepaccio a 6.400m di altezza. I due compagni sopravvissuti una volta scesi nel crepaccio e appurata la morte del compagno hanno aspettato un giorno intero in quel punto pensando a cosa fare. Poi presero l'unica decisione possibile per sopravvivere loro stessi, ovvero continuare la salita fino al congiungimento della via di discesa (la via Buhl) ed escludendo volutamente la salita alla vetta che era un traguardo da condividere tutti e tre assieme e non aveva alcun senso raggiungere solo in due.
Prima di ricominciare la salita però hanno piazzato una picozza ed uno zaino nel punto esatto dove si trovava il loro compagno con l'intenzione di tornare subito una volta tornati al campo base, per recuperare il corpo di Karl.
(...questo dovrebbe far riflettere le varie persone che parlarono e scrissero senza sapere...)
La visione del filmato e il racconto dalla voce di uno dei protagonisti è stato decisamente entusiasmante e commovente e mi hanno fatto rendere conto di quante inesattezze (per non dir peggio) i giornalisti abbiano scritto e scrivano su fatti che non conoscono, ogni volta che succede un'incidente in montagna.


Colgo l'occasione per chi fosse interessato, per invitarvi a visitare il sito ufficiale di Walter Nones e a leggere il bellissimo libro scritto insieme al suo amico Simon "E' la montagna che chiama"



Altro appuntamento decisamente interessante è stato quello con Maurizio Zanolla ovvero "Manolo" che mi ha fatto scoprire un altro lato del suo carattere che non conoscevo. Io lo conoscevo solo dalla televisione e dai media ed ero rimasto ai tempi del team Sector No-Limits in cui lui era un mostro di bravura che aveva abbattuto ogni limite fisico dell'arrampicata, distruggendo tutte le scale di misura delle difficoltà. Ora invece ho avuto modo di scoprire il suo grande carattere umano e schivo che ama la montagna sopra ad ogni cosa e vede la salita su di essa non come una sfida ma come una condivisione con la natura stessa.