lunedì 25 ottobre 2010



" Tutti gli animali diffidano dell'uomo, e non a torto:
ma una volta sicuri che non gli si vuol nuocere,
la loro fiducia diventa così assoluta
che bisogna essere proprio un barbaro per abusarne."
(David Hume
)


domenica 24 ottobre 2010

Corso di Roccia - 3° uscita Rocce Baciasse

Ed eccoci puntuali al ritrovo alle 7.30 per l'uscita in Val Sangone per la precisione alle Rocce Baciasse sulla strada che da Ponte Pietra (fraz. di Giaveno-TO) porta all'Aquila di Giaveno (TO).
Formiamo le macchine e ci avviamo verso Giaveno. Il tempo è freddo ed uggioso. Raggiunta la frazione di Ponte Pietra il freddo si fa sentire e vedere sui parabrezza brinati delle auto in sosta.
Arriviamo all'inizio del sentiero dove lasciamo le macchine, formiamo le cordate, ci carichiamo in spalla il materiale e siamo già sul sentiero.

Ora il sole comincia a scaldare e a farsi intravedere tra le fronde del bosco.
Ecco cosa ci voleva, una bella passeggiata di avvicinamento per scaldarci e poi farla in questo periodo in uno splendido bosco di castagni con i suoi colori autunnali , riscalda anche la mente e il cuore.
Dopo quasi 30' di avvicinamento siamo ai piedi delle pareti e ci dividiamo sui vari settori.
Oggi io sono fortunatissimo. Come istruttore mi è toccato Silvio il mitico direttore del corso.
Questo da un lato è un onore perchè so che da lui devo cercare di carpire tutti i segreti dell'arrampicata ma dall'altro lato devo dare il massimo e fare bella figura.

Per la prima salita di riscaldamento ci sistemiamo sotto il settore Castello e affrontiamo la via 1 ovvero IL SIGNOR G che presenta un primo tiro di 4a e un secondo tiro di 5a.
Dopo aver rifilato le corde Silvio si appresta a salire per aprire la via e io gli faccio sicura.
Vederlo salire è uno spettacolo. Con il suo modo di fare guascone commenta ogni passaggio, ci consiglia quali appigli utilizzare e accompagna i suoi movimenti con commenti sempre più entusiastici. E' arrivato in sosta e quindi è il mio momento.
Dopo i primi movimenti un pò rigidi comincio a prendere confidenza e supero il primo tratto senza quasi accorgemene. Sicuramente il grado è basso ma sono salito abbastanza agevolmente. Mi assicuro alla sosta e aspettiamo che salga anche Stefano, l'altro allievo compagno di cordata.

Si riparte ora per il secondo tiro. Qui è più tosta la situazione ma sono caldo e mentalmente già sono entrato in ottica arrampicata e quindi i movimenti sono più naturali e gli appoggi per i piedi e per le mani riesco ad individuarli bene. C'è un bel passaggio in strapiombo da superare tutto d'un fiato ed eccomi in cima, pronto per due belle calate in doppia...la parte migliore dell'arrampicata.

A questo punto siamo belli caldi e ci spostiamo al settore PIERGIORGIO dove ci facciamo la 1 ovvero CORTINA con due tiri:il primo di 5a e il secondo di 4b.

Anche qui bella arrampicata. All'inizio ci sono pochi appigli per la mani e devo mettere bene i piedi a formare il triangolo per non sbilanciarmi. Poi arriva il passaggio tecnico che supero bene in laterale aggrappandomi alla grossa fessura quasi in stile Dulfer e sono alla sosta.
Attendiamo l'arrivo di Stefano che comincia ad avere male alle braccia e che si ricorda sempre troppo tardi di togliere il rinvio e quindi rimane incastrato. Dopo due begli urloni di Silvio perde la brutta abitudine.
Ancora un tiro in tutta tranquillità e poi ancora calata fino alla base.

Qui Silvio decide di dividere la cordata. Manda Stefano con gli aiuti istruttori Mario e Paolo su un 4b e invece per me vuole trovare qualcosa di più difficile. Peccato che legge male la guida delle vie e si butta sulla VENTIVERSARIO spacciandomela per un 5b, ma appena comincia i primi tiri si accorge di essere nel difficile quindi sale alcuni tiri e poi decide di scendere...riguardiamo la guida e scopriamo che era su un 6a+ (direi un "appena filino" sopra le mie possibilità).

Ci buttiamo quindi su un ANNO DEL MAIALE con il suo rispettabilissimo, e per me ambizioso, 5b.
Gli faccio sicura e mi studio bene come si muove, dove mette mani e o piedi e soprattutto come supera quell'inquietante tettuccio che interrompe a metà la via e non mi permette di vedere oltre. Per lui è una bazzecola ma io so già che quello è il punto chiave della via.
Il tempo di poche elucubrazioni e Silvio è già sceso in moulinette al mio fianco.

OK...tocca a te Luca...l'ANNO DEL MAIALE (tra l'altro il 1971) deve essere tuo...non preoccuparti della parete..non è un problema tuo ma delle tue braccia e delle tue gambe...la tua mente è già in vetta.

Una botta di magnesite alle mani che toglie l'umidità, aumenta la presa, e fa effetto placebo (è un gesto talmente fico che ti senti Manolo e sali più disinvolto) e sono in parete.
I primi passi volano lisci tra una fessura e una nicchia, una cengetta e una crepa ma lo sguardo è fisso a quel maledetto tetto.
Ed eccomi...sono appena sotto la base del tetto. Devo salire un bel gradino ma le mani non hanno presa...la roccia è liscia (o per lo meno così la vedo io) e i piedi sono troppo in basso. Tento dei piccoli passi con la mani solo in appoggio...si ci siamo ora un bel cambio piede, uno scambio di appoggio (porto il piede sx al posto della mano sx) ed eccomi...sono sul terrazzino sotto al tetto ma non ci sto in piedi...per non cadere devo inarcarmi ad incollare il bacino alla parete e col le mani andare sopra al tettuccio a cercare una presa...non la vedo ma eccola...è una bella maniglia...mi concentro, prendo fiato, tiro di braccia e buttandomi indietro punto i piedi in orizzontale sulla parte. Lavoro in opposizione e salgo di due passi...questo mi permette di spostare più in su le mani...ancora due passi e sono sopra al tetto...GODURIA...scarico la tensione e l'adrenalina e sono felicissimo. Ancora qualche passo banalissimo in confronto ai precedenti e sono alla catena di sosta.
Avviso Silvio che sono arrivato, lui si complimenta con me e mi cala.

Scoprirò a fine corso che sul libretto personale di valutazione Silvio è soddisfatto dei miei progressi e indica di portarmi sul 5c...EVVAI

Ancora una via di raffreddamento prima di chiudere la giornata la facciamo sul primo tiro della CIAO CICCO nel settore Castello che è solo un 4a ma tutto di placca e visto che la roccia è umida per la pioggia che si avvicina, non è affatto da sottovalutare ma soprattutto serve a prendere ancora più confidenza con la tenuta delle scarpette che col tempo apprezzo sempre di più.

Per finire in bellezza, dopo la mezz'ora di cammino per tornare alle macchine si decide di fare merenda sinoira a Ponte Pietra.
Si chiude quindi la bella giornata con un bel bicchiere di vino, salumi, formaggi e le immancabili acciughe al verde.

Ci si sente alla prossima uscita.

Buone Montagne a tutti

domenica 17 ottobre 2010

Corso di Roccia - 2° uscita Pala Braccini

Eccoci finalmente alla seconda uscita...non vedevo l'ora.
Già in settimana, viste le cattive condizioni metereologiche , si è scelto di sostituire l'uscita di Traversella con l'uscita in palestra, e che palestra, ovvero al Pala Braccini di via Braccini a Torino.

Devo dire che inizialmente l'idea di chiudermi in una palestra era quanto di più lontano dal mio immaginario ma mi sono dovuto ricredere. Per prima cosa questa è una signora palestra con vie di tutto rispetto. Sono tante, lunghe ed impegnative e soprattutto per iniziare e per allenarsi sono l'ideale.
L'allenamento in palestra è decisamente più fisico ed impegnativo di una via naturale perchè si fa tutta d'un fiato dall'inizio alla fine senza avere zone di riposo.

Abbiamo iniziato quindi con una bella e effecace lezione teorica con dimostrazione pratica dello spostamento dei pesi sulle gambe. Questo mi è stato fondamentale per imparare a dare aderenza alle scarpette sulla roccia e a muovermi in parete in modo più fluido. Patrizia, l'istruttrice, è stata molto brava ed efficace a spiegarci i movimenti simulandoli e facendoceli provare a terra e una volta in parete e risultati si sono subito cominciati a vedere.

Finalmente comincio a prendere confidenza con le scarpette. Per prima cosa me ne sono comprate unn paio nuove, le SCARPA TECHNO, che sto imparando ad apprezzare.
Queste si che tengono. Anche in spalmatura sulla parete restano dove le metti e non mi volano via i pedi come nella precedente uscita.

Abbiamo fatto varie vie arrivando fino al 4+ e anche una calata in doppia per prendere confidenza con i nodi e le procedure si assicurazione.

Bene bene. Mi piace sempre di più e non vedo l'ora della prossima uscita...si va sul 5.

Buone montagne, sempre più verticali, a tutti.

lunedì 4 ottobre 2010



" La gente inizia ad arrampicare
perchè soffre le regole e i regolamenti,
e Dio benedica queste persone
"

(John Gill)

domenica 3 ottobre 2010

Adesso si fa sul serio...26° Corso di Roccia del CAI Uget

Dopo aver assaporato le "Terre Alte" la voglia di ritornare è sempre più forte ed ancor più la voglia di farlo con maggior esperienza e consapevolezza. Ecco perchè, dopo aver rimandato per anni, mi sono deciso ad iscrivermi ad un corso di arrampicata su roccia.

Mi sono dunque iscritto al 26° Corso di Tecnica di Roccia organizzato dalla Scuola di Alpinismo Alberto Grosso del CAI UGET di Torino.
Dopo le prime lezioni teoriche sulla progressione, i nodi, le manovre di assicurazione e le soste oggi è la prima vera uscita. Da programma avremmo dovuto andare a Monte Bracco (CN) ma visto che all'ora del ritrovo pioveva a dirotto , il direttore di corso Silvio si è industriato per trovare un'altra location dove le condizioni permettessero di arrampicare.
Dopo varie telefonate e consulti con gli altri istruttori si decide di andare a Briancon alle Roches Baron...beh non proprio dietro l'angolo ma che stupenda sorpresa scoprire che arrivati sul posto la giornata è stupenda e si prevede decisamente calda per il periodo.
Altra bella notizia è che non c'è avvicinamento. La parete è a massimo 10m dal posteggio e questo non guasta visto che ormai sono già le 10.00

Prendiamo quindi le corde dagli istruttori, ci avviciniamo alla parete e cominciamo a vestirci...fino a qui tutto bene.
Dopo i primi rudimenti teorici dell'istruttore ed essersi assicurato che abbiamo ben appreso le manovre di sicura e i nodi lui parte ad aprire la via. Io lo assicuro e man mano che sale prendo dimistichezza con la corda e il secchiello cercando di memorizzare i passaggi, gli appigli e i movimenti che fa lui.

OK...è arrivato in sosta, l'ha attrezzata e mi ha messo in sicura quindi tocca a me partire. Un'ultima controllata al mio nodo a 8 ripassato e comincio a salire.

Il primo impatto è traumatico. Le scarpette mi scivolano da tutte le parti. Un pò perchè sono quelle usatissime e stravecchie fornite gratuitamente dalla scuola ed un pò perchè non carico bene i pesi e non li sposto come si deve...ma questo lo scoprirò solo dopo.
Usando praticamente quasi solo le braccia mi porto fino in cima...sono arrivato...ma a quale costo...se dovessi fare un altro tiro non ce la farei più.

Mi assicuro alla sosta (devo dire che le manovre ed i nodi mi vengono naturali) e sale la mia compagna di cordata Elena che si vede lontano un miglio che sa arrampicare. Sale come un gatto, sposta il peso come si deve e si muove con una tale calma e sicurezza sulla roccia che resto sconcertato...ne ho di cose da imparare.
Quindi calata in doppia e siamo ai piedi della parete.
Ora che il nostro istruttore ha saggiato le nostre capacità viene il momento di correggere gli errori o meglio di insegnare a come si arrampica visto che fino a quel momento non se ne era neanche lontanamente parlato.

Facciamo altre 4 vie e mano a mano mi sento più sicuro anche se non si riesce ad andare oltre il 4+ (per me non male visto che è la prima volta in assoluto)

Come prima impressione mi è piaciuto anche se non riesco assolutamente a fidarmi delle scarpette e questo pregiudica tutta la mia concentrazione impegnata al 100% a capire come rimanere appeso alla parete.
C'è moltissimo da imparare e poche lezioni per farlo ...devo impegnarmi al massimo.

Buone montagne a tutti.

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